mercoledì, aprile 30, 2008

tafazzi

se ci fate caso alla fine del discorso di Moretti, un signore gli si avvicina e gli dice che a botta di darsi dei colpi sulle palle da soli si continua perdere. la verità secondo me é che se i leader della sinistra si fossero davvero fatti un'esame di coscienza questo non gli avrebbe fatto per niente male. Rutelli in primis, che in sette anni di politica nazionale si é letteralmente bruciato. Ah se solo avesse riascoltato l'happening morettiano....

PS.: Moretti sarà moralista, ma quello sfogo, storico, secondo me, era stato largamente condiviso da una buona parte degli elettori di sinistra.

giovedì, aprile 24, 2008

averi



qui dove vivo c'é una cosa che mi piace: il rapproto che la gente ha con il denaro e con gli averi. non che qui, in zona basca, la gente non cerchi il profitto e l'arrichimento. no, il soldo, si sa, é come il pelo di fica... tira piu' di un carro di buoi. cio' che li distingue é il fatto che qui risulti piu' facile parlare di salario e di eredità. a me per esperienza risulta che in Italia e pure in Francia vige il "parente od amico quel che guadagno non te lo dico" che forse discende dal'antico "homus economicus homus vulgaris". Quanto guadagnno te lo dicono quasi malincuore. Invece qui, é assai piu' facile che ti snocciolino le cifre. Che vergogna c'é?

Poi arriviamo al rapporto con l'eredità. Ognuno avrà le sue epsperienze, e sicuramente gli italiani agiranno in maniera molto diversa da persona a persona cosi come lo faranno i baschi. Sta di fatto che qui la gente pare avere l'abitudine di fare il testamento da giovane. Non aspettano la vecchiaia, se hanno una casetta e due figlioletti e quatro soldi ,il testamento già lo fanno, e si tolgono il pensiero, salvo poi rivederlo. Nello stivale pare che la gente tentenni aprendere l'iniziativa, dicono "si vedrà" ed aspettano la vecchiaia quasi a volere scongiurare la morte, che si sa un gioro all'altro arriverà. La verità é che non é che se faccio il testamento a 35 anni devo morire dopo. No. Questa attitudine pratica e franca comune a molta "gens basca" a me piace. Davvero. In Europa ed nel mondo c'é un sacco di imparare.

C'é una possibile eredità? Regoliamo subito il tutto, senza aspettare rughe e dolori artitrici. Vuoi sapere quanto guadagno? Ecco. Viva la franchezza.

PS.: il video non c'entra proprio niente, ma mi andava di metterlo, ieri dopo molto tempo ho risentito 'sta canzone e m'é piaciuta. le parole di fossati. la voce della mannoia. bella.

martedì, aprile 22, 2008

post-it















Parlando di sogni e dell'Italia che vorrei, visto che oramai il centrodestra é tornato al potere é forse il caso di rinfrescargli la memoria e di ricordargli cosa dicevo in tempi non sospetti, rivelando quale era la destra italiana che sognavo. 'Sto sogno si avvererà mai un giorno?

statura


Il presidente francese come qualsiasi uomo ha un mucchio di difetti, e sinceramente non ha mai avuto la mia simpatia (e di lui sento paralre dal 1993). Sta di fatto che se paragonato con la destra italiana che tanto dichiara di essergli vicina, non c'é proprio storia. Sono distanti anni luce. Basta confrontare i discorsi post elettorali. Per quanto demagogico possa sembrare Sarkozy nei suoi discorsi facendo riferimento ai diritti umani, alla gente abbandonata e senza speranza, a tutti coloro che non avevano votato per lui, da l'immagine di un vero uomo di Stato.

E' vero che stavolta i suoi amici italiani si sono controllati rispetto all'altra volta ed hanno fatto meno gli strafottenti ("ammettilo ho vinto io!"come se le elezioni fossero un gioco!) , pero non c'é paragone. Ripeto per quanto esagerato e showman possa sembrare pagherei oro per vedere un leader della destra italiana parlare ed agire come il presidente francese.

"Je veux faire du combat pour la défense de notre planète une des priorités de la France. Je veux que partout dans le monde les opprimés, les femmes martyrisées, les enfants emprisonnés ou condamnés au travail sachent qu'il y a un pays dans le monde qui sera généreux pour tout les persécutés: c'est la France"

antiproibizionismo















leggendo del prossimo happening antiproibizionista radicale, mi sono chiesto: ma se tu c'eri a Roma, ci saresti andato stavolta? c'ho pensato e mi sono detto che si, che stavolta si carei andato.

la gente pensa che chi difende tali posizioni é un tossico od un incosciente, ma non é cosi'. di fumare non me ne frega nulla. il fatto é che ritengo che l'attuale politica proibizionista sia assolutamente fallimentare. Il controllo della vendita da parte dello Stato da un lato permetterebbe di inpiantare un maggior sistema di informazione e di sorveglianza dei consumi e dall'altro darebbe una mazzata alle mafie di mezzo mondo levandolgi di mano il monopolio del traffico di droga, togliendogli un sacco di soldi. perché é proprio cosi: i governi occidentali mantenendo il proibizionismo paradossalmente finiscono per difendere la situazione di monopolio di cui godono le mafie. né piu' né meno. e alle mafie a differenza dello Stato non frega nulla né della prevenzione né tanto meno della diminuzione dei consumi.

detto questo se davvero vogliamo essere duri, e continuare per la strada fallimentare del proibizionismo perché allora si permette la vendita di alcol, che ogni anno continua a causare decine, che dico, centinaia , se non migliaia di morti, dirette ed indirette (malattie, infarti, incidenti stradali, ecc.)? perché questa ambivalenza? forse perché l'acol fa meno fale del cannabis? ah! ah!

italianità


Alla fine i francesi si sono rotti le palle del cincischiare italiano e se ne sono andati: Airfrance lascia il tavolo dei negoziati. Menomale! Cosi' i neogovernanti patrioti potranno assicurarne l'italianità. A proposito, é gia pronto il nuovo italianissmo logo!



lunedì, aprile 21, 2008

terza età tecnologica

















oggi pomeriggio mentre aspettavo il mio turno in copisteria, davanti a me un settantenne dai capelli tinti-stinti stava consultando la sua email su un pc del negozio. per un attimo ho pensato che quell'uomo avrebbe potuto essere il mio presidente del consiglio. poi pero' pensandoci bene mi sono reso conto che no, che almeno lui l'email la sapeva utilizzare.

champions
















dedicato a skander.

mitra cabaret





















"Eccoci dunque al sondaggio. Se l’ultima cassanata in mondovisione di Berlusconi (mimare scherzosamente l’omicidio di una giornalista russa ficcanaso, incurante che negli ultimi anni siano stati ammazzati oltre duecento giornalisti russi ficcanaso) vi indigna e vi sconvolge, siete Nanni Moretti. Se vi fa sorridere, siete berlusconiani. Se vi fa proprio morire dal ridere, siete Berlusconi. Se invece vi ritrovate a rimpiangere l’orribile ipocrisia che un tempo, nelle famiglie come nei vertici di governo, teneva il posto della buona educazione e serviva quantomeno a mascherare i cattivi pensieri, siete solo dei borghesi confusi e probabilmente antiquati, come il sottoscritto."

Massimo Gramellini ha già detto tutto. Visto che oramai il Silvio non mi indegna, né mi fa ridere, credo di avere la conferma di essere un borghese confuso ed antiquato come Gramellini....

teleconfetto
















Durante lo scorso quinquennio del centro-destra teorizzai l'esistenza del "teleconfetto", il telegionale tutto zucchero ed ottimismo. Ecco, adesso, pare sia già ritornato.

Ora negli ultimi anni ho potuto constatare che:

-il teleconfetto fu molto confetto il primo anno e mezzo di governo, poi nei tre successivi si deconfettizzo' un po' (ho detto un po') dando piu' spazio a coltellate, stupri ed omicidi vari;

-che in questi ultimi due anni di centrosinistra nonostante qualche piccolo ricambio il sapore di fondo di glassa del teleconfetto era rimasto (eccome!). Un sapore che pero' ho fatica a ritrovare nei suoi cuginetti europei.

Insomma la verità é che il teleconfetto non é mai scomparso. Certo, se confetto deve essere chi meglio lo puo' fare se non il suo inventore? Buon teleconfetto a tutti....

venerdì, aprile 11, 2008

comunque vada sarà un successo

















La campagna elettorale italiana volge al suo termine, lunedi' alle 15h verranno comunicati i sondaggi poi via via arriveranno i primi risultati. Consideratà la lentezza dell'amministrazione italiana, i primi veri risultati, che potranno considerarsi tali, giungerrano dopo varie ore di attessa nel bel mezzo della notte. Se per la Camera il tutto sarà un po' piu' rapido ed i risultati appariranno chiari sin dall'inizio é al Senato che tutto sarà piu lento.


Una volta l'allora polemicissimo citti' della nazionale di calcio spagnola Javier Clemente, intervistato alla fine di una partita in cui credo avessero perso rispose: "A me si che piacerebbe essere un politico, loro si' che vincono sempre". Ecco già mi immagino le dichiarazioni, pochi riconosceranno la propria sconfitta, e la maggior parte si dichiarerà soddisfatta, che vinca o che perda: sicuro! Insomma come recitava il titolo di un disco di qualche anno fa comunque vada sarà un successo. Ah mitico Clemente!

cuore

giovedì, aprile 10, 2008

ceci est une drogue















Questa é una bottiglia di sidro. e vi posso assicurare che il sidro prodotto nella costa atlantica spagnola ha un effetto molto speciale. niente a che vedere con il sidro francese e compagnia bella. questo é molto piu' forte. é un alcol che sale su molto rapidamente e ti lascia una sensazone di stordimento molto diversa da quella del vino. allucinante!

poi mi devono spiegare perché vietano la legalizzazione dell'erba quando 'sta bevanda, legalissima, seppur consumata in piccole dosi produce un effetto simile (sarei spinto a dire quasi piu' forte).

mierda!











Dopo 120' estenuanti il piccolo Getafe si é fatto soffiare la qualificazione all'ultimo minuto dei supplementari con un maledetto gol di Toni. Stavolta Golia ha battuto Davide. Cazzo!

Aupa Getafeeeee!!!!

come a cassano



Vi propongo un bel cortometraggio, ispirato da un personaggio che in un modo e nell'altro ha segnato un pezo di storia romanista. M'é piaciuto molto. E pensare che l'ho scoperto quasi per caso vagolando su youtube.

PS.: Come previsto la Roma é fuori dalla Champions, quando lo capiranno che invece di rimanere a bocca asciutta per anni sfidandosi contro i colossi d'Europa, prima sarebbe il caso di provare a vincere l'altra di coppa, la Uefa? Forse sarà meno prestigiosa pero' sempre coppa é. E poi forse per una volta sarebbe il caso di vincere qualcosa.....

mercoledì, aprile 09, 2008

se bastasse un post....




Ci siamo quasi, la mobilitazione elettorale in Italia é giunta al suo culmine e domenica e lunedi' si vota. Eppure un pensiero voglio dedicarlo a tutti quelle persone che sono private del diritto di voto ed in particolare a quelle migliaia di persone regolarmente residenti in Italia che pur vivendovi da anni, lavorandovi e pagandovi le tasse, domenica non potranno votare. Proprio per questo ci tengo a ricordare la proposta piu' volte avanzata di estendere il diritto di voto a tutte le elezioni amministrative agli europei residenti e quello alle comunali per tutti gli altri stranieri. Se uno di Trapani che vive a Tarvisio puo' votare perché non dovrebbe farlo una persona di Nizza che vive a Genova?

Se si crede davvero nell'Italia, nell'Europa, nell'impegno civico é implicando la gente non escludendola che si crescerà e ci si rafforzerà.

fuga (x la vittoria?)





















C'é uno spettro che si aggira per l'Europa! Si tratta degli eurodeputati italiani. In fuga da Bruxelles per una poltrona a Roma. Dei 78 eletti alle europee del '2004 sono già 43 gli italiani ad aver abbandonato la poltrona brussellese.

O meglio 43 piu' uno, visto che che si cié messo pure l'euro commissario Frattini che avendo subodorato la vittoria a Roma ha deciso di darsi. Bel vuoto di potere!

Se a questo aggiungiamo lo storico assenteismo degli euro-onorevoli italiani la frittata é fatta! E poi ci si lamenta che l'Italia non venga presa sul serio e che non conti....

PS.: Dice, gli italiani sempre grandi europesiti. Certo, a parole!

martedì, aprile 08, 2008

segno dei tempi?





















Domenica pomeriggio non avendo internet ho deciso di riccorere ai vecchi mezzi per cercare di ascoltare la radiocronaca delle partite. Ho cosi' tirato fuori la radio ed ho iniziato a cercare sulle onde corte la frequenza su cui la RAI la domenica trasmetteva in Europa "Tutto il calcio minuto per minuto" (9.65 MHz). Ho cosi' scoperto che la frequenza un tempo occupata dalla RAI é ora occupata da Radio Vaticana. Sarà mica un segno dei tempi?

PS.: Dopo attenta ricerca ho scoperto che da ottobre 2007 la RAI ha smesso di trasmette sulle onde corte.

lunedì, aprile 07, 2008

muri












So che non dico nulla di nuovo, ma quando le vedi queste cose fanno davvero impressione . Qui sotto seguono alcune foto trovate della frontiera fra Stati Uniti e Messico su flickr.com. E' proprio vero dopo la caduta della cortina di ferra e del muro d Berlino, il muro che l'ha sostituito é quello che divide ricchi e poveri. Sarà banale, sarà un'evidenza ma fa davvero impressione. L'unica cosa é provare a creare delle brecce in questo muro.














simpatiche canaglie



L'altro giorno cercando le immagini del mitico gol dell'1-1 che il Getafe ha inflitto al Bayern giovedi' scorso sono capitato su 'sta versione francese della radiocronaca. Non potevo non proporvela in versione sottotitolata. Simpatiche canaglie come sempre gli amici francesi sputtanano le squadre straniere, sopratutto se italiane o spagnole. Guardatevi la versione sottotitolata. Il mitico cronista sportivo francese Thierry Roland non esita un secondo a dire che il goal "non é meritato per nulla".

No, no, non sbagliatevi non si tratta di nazionalismo sportivo, no, ma di semplice rivalità. I rapporti di vicinato sono sempre stati dei rapporti di amore-odio. Perché il vicino é quello che ci conosce meglio e forse ci somiglia di piu', ma é anche lo straniero, il "diverso" che vive piu' vicino a noi, e quindi piu' inopportabile. Siamo fatti cosi'. Finite le epoche delle guerre mondiali i francesi come gli italiani si sfogano nello sport.

PS.: Ricordo le Olimpiadi di Atene in cui i cronisti francesi gufavano come dei matti appena si vedeva un italiano, si presero una bella fregatura con l'ultima prova, la maratona, dove vinse proprio un'italiano.

venerdì, aprile 04, 2008

parabole italiane












Ritorno sulla storia della visita a Charleroi dell'Emanuele Filiberto (per gli amici S.A.R.). Nel réportage di cui vi ho parlato lo si vede nella sua visita a Marcinelle. Ora non mi sto a dilungare sul cosa rappresenta la tragegia di Marcinelle nell'immaginario collettivo dell'emigrazione italiana.


Non ho dubbio sul fatto che vari vice-ministri abbiano fatto visita in passato al luogo e che l'amico SAR, checché se ne dica, per via del suo profilo glamour riceva una copertura mediatica inedita per un candidato a collegio degli italiani all'estero. Sarà. Sta di fatto che
di altre "personalità" italiane che siano andate a far visita Marcinelle negli anni non mi risulta proprio (sarà forse che non erano state cosi' mediatizzate).

Fatte quindi le dovute eccezioni, il fatto che di Marcinelle e del resto dell'emigrazione italiana poco se ne parlava la dice lunga sulla visione che la "madrepatria" aveva dei suoi immigrati. E sopratutto la dice lunga sulla pochezza della visione strategica della politica estera italiana. Altri come gli spagnoli, in particolare baschi, hanno saputo fare leva sulla propria comunità emigrata ed a trasformarla in un vero valore aggiunto della propria politica "esterna" costruendoci attorno tutta una rete con relativi sbocchi ed accordi economici vari, sveltissimi ed astuti, mica come quei polli dell'italica penisola che della comunità emigrata non hanno saputo che farsene...

Disprezzo della madriapatria direte voi? Non credo, semmai indifferenza. O meglio, trattati di quella tipica attitudine italica per cui a parole magari si vanta pure la saga degli italiani all'estero (così come a parole si vanta il nostro storico europeismo) e si esaltano i vari miti: la valigia di cartone, le imbarcazioni, le miniere, il “bossaggio”, dagli Appenini alle Ande ecc. però poi ai fatti non ci si pensa proprio. Tutto fumo e poco arrosto. Tipically italian sir.

Ragazzi, é questa l'Italia: il Paese che vorrebbe esserci ma non c'é, il Paese Diviso, composto di tanti individui che non sanno fare sistema. Il Paese che non c'é.

getafe



Mitico! Ieri il piccolo Getafe, terza squadra di Madrid, sorta di Lodigiani locale, pareggiando con un gol al 90' ha fatto vacillare il Bayern. Rimane la partita di ritorno. Vediamo se Davide riesce ad abattere Golia. Aupa Getafe!

avanti savoia!

Ascoltando la radio belga ho scoperto che Emanuele Filiberto Savoia (per gli amci S.A.R. ossia Sua Altezza Reale) in piena campagna elettorale per gli italiani all'estero sia stato ricevuto in pompa magna dalle autorità comunali di Charleroi, importante centro dell'immigrazione italiana in Belgio. Al ché il Segretario di Stato per gli affari esteri belga, il vallone Olivier Chastel pare ci rimasto male, dovendo ricordare a media ed assessori comunali che il principino non é capo di alcunché. Mi hanno incuriosito due reportage della tivvu' belga RTL-TVI sulla visita dell'amico S.A.R., uno é compiacente e l'altro meno.

L'emittente belga lo definisce «lontano dalle copertine delle riviste e dalle serate glamour». Meno male che 'sta cosa qua me l'hanno ricordata gli amici belgi , perché io me ne stavo proprio scordando....

giovedì, aprile 03, 2008

una vecchia promessa

fine di una storia?





















Sembrerà crudele, terribilmenete cinico. E poi vatti a mettere al posto dei lavoratori. Un vero dramma. Ma se Alitalia fallisce ben gli sta, ai sindacati. Cocciutti e ciechi. Che volevano? Che pretendavano dai francesi? Spero che ci ripensano e facciano marcia in dietro, ma temo sia troppo tardi.

Per voler troppo non hanno avuto nulla, nulla. Se la situazione é questa non é per colpa di Airfrance ma di anni di pessima, pessima gestione. Con lo scalo di Malpensa come ciliegina sulla torta, mal gestito, mal collegato a Milano per treno (!!!!????). E poi l'idea folle e megalomane di volere due centri ("hub") in uno stesso paese, senza poi considerare che Zurigo era dietro l'angolo. Follia, follia.

Fenerbahçe
















Il Fenerbahce ha battuto il Chelsea seppur di poco. Grandi!

martedì, aprile 01, 2008

visioni

gibraltar


"Sur le détroit de Gibraltar, y’a un jeune noir qui pleure un rêve qui prendra vie, une fois passé Gibraltar. Sur le détroit de Gibraltar, y’a un jeune noir qui se d’mande si l’histoire le retiendra comme celui qui portait le nom de cette montagne. "

un momento di poesia. triste, vera, sublime.