L’enorme complessità delle problematiche economiche europee attuali e l’acceso dibattito sul patto fiscale tra in membri dell’UE fanno dimenticare, troppo spesso, che il processo di integrazione politica deve necessariamente procedere, al fine di garantire un futuro a questa scombussolata Unione. E, talvolta, qualche passo in avanti si registra in questo senso, anche se in un contesto di sostanziale disinteresse presso i cosiddetti media tradizionali.
Un caso esemplare è quanto fatto registrare ieri dalla Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo che, a larghissima maggioranza, ha dato il via libera all'iter per una riforma elettorale che apra le porte del Parlamento europeo a 25 deputati eletti in una ''circoscrizione unica europea'' sulla base di liste transnazionali, promossa dall’eurodeputato inglese Andrew Duff (LibDem, ALDE).
Su già si era parlato di Duff e della sua proposta (qui e qui), oltre che aver avanzato alcune proposte di riforma del sistema elettorale europeo e del PE.
Il fatto che finalmente, lentamente e faticosamente, si muova qualcosa a livello istituzionale non può che essere ragione per guardare con maggiore ottimismo al futuro dell’UE.
Certo, la strada per l’approvazione della proposta Duff è ancora lunga e tortuosa, bisognerà infatti vedere se passerà al vaglio della plenaria di Strasburgo, ma il fatto che il Parlamento Europeo si avvii a dare luce verde ad una proposta di riforma elettorale in senso europeista proveniente da un deputato inglese (una frase che suona quasi come un controsenso, visti i recenti avvenimenti), accende una speranza, per una volta concreta e non limitata al dibattito etereo federalista, di maggiore integrazione politica.
Post scritto con la collaborazione di FM.
mercoledì, febbraio 01, 2012
mercoledì, gennaio 25, 2012
ritorno al pre-napster
Dopo la chiusura di Megaupload, altri finti siti per stoccare files hanno iniziato a fare pulizia. Ora ripeto non è che io sia contro i diritti di autore. Sorpattuto perché non scaricavo mai film di Majors. Però mi pare assurdo che le case discografiche e cinematografiche vogliano tornare alla situazione presistente all'apparaizione di Napster, con file difficilmente reperibili a prezzi gonfiati. Bisogna adattarsi. Tecnologicamente ed economicamente. Facilitando l'accesso ed abbassando il prezzo.
La rete può trasformarsi in un fenomenale miniera di informazioni, canzoni, filmati che fino ad ora era praticamente introvabili, chiuderla non avrebbe nessun senso.
La rete può trasformarsi in un fenomenale miniera di informazioni, canzoni, filmati che fino ad ora era praticamente introvabili, chiuderla non avrebbe nessun senso.
lunedì, gennaio 16, 2012
fare il botto
Nel post precendente parlavo della reazione difensiva e censuratrice delle emittenti televisive nei confronti di Youtube (vedi il caso del tlak-shor trash Uomini e Donne censurato a tutto spiano). Ecco io vorrei che un giovane manager svelto, agile e perché no, opportunista, vedesse le cose diversamente e non si impaurisse del web. E che facesse un discorso tipo questo:
"Voglio le casalinghe sul piede di guerra [...] voglio che la serie sia stimolo, che sconquassi, che i giovani mi si vedano e rivedano le scene su Youtube, voglio che inondino i forum di riflessioni ed ipotesi sugli sviluppi della serie, voglio il paginone di Repubblica, voglio che facciamo il botto"
"Voglio le casalinghe sul piede di guerra [...] voglio che la serie sia stimolo, che sconquassi, che i giovani mi si vedano e rivedano le scene su Youtube, voglio che inondino i forum di riflessioni ed ipotesi sugli sviluppi della serie, voglio il paginone di Repubblica, voglio che facciamo il botto"
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domenica, gennaio 15, 2012
sui dirtitti di autore, youtube e sui video bannati
Youtube rimane uno straordinario serbatoio di filmati, eppure da qualche tempo a questa parte constato come la legge dei diritti d'autore viene applicata in modo sempre più rigido.
Basta pensare ai gol della Serie A. Fino all'anno scorso erano facili da trovare i riassunti delle partite. Ora invece vengono eliminate a grande velocità. Qualcuno carica il video e subito il censore protettore dei diritti tv lo blocca. Visto però che la gente ha capito che su Youtube non tira più aria , allora hanno iniziato a postare i video di partite e trasmissioni su altri portali. Con lo stesso risultato. Loro mettono e qualcun altro li blocca. Il gioco del gatto e del topo insomma.
Lo stesso discorso delle partite vale per le sequenze delle trasmissioni televisive. Dopo un periodo di relativa libertà durato qualche anno, dove si potevano trovare le sequenze di vari programmi, ora le emittenti televisive si son messe a fare la caccia ai video.
Ed io questo modo di fare non lo capisco, non perché sia un pirata incondizionato ma semplicemente perché lo trovo controproducente. Cioè spiegatemi le emittenti tv piuttosto che avere dei video su Youtube visti e rivisti da migliaia di persone preferiscono il nulla? Invece di negoziare le royalties della pubblicità su Youtube, come invece hanno fatto alcune major discografiche, preferiscono il vuoto?
I detentori dei diritti di autore di talk-show e partite dovrebbero capire che avrebbero molto più da guadagnarci negoziando con Youtube & co. invece di condurre una stupida e cieca guerra come hanno fatto fino ad ora. E che se migliaia di gente vede e rivede la sequenza del tuo talk-show è una cosa positiva per te: per il tuo canale, perché la gente ne parla e ti conosce.
Invece di vivere i social-networks ed i motori di ricerca video come una straordinaria opportunità si sentono minacciati e reagiscono in questo modo.
Basta pensare ai gol della Serie A. Fino all'anno scorso erano facili da trovare i riassunti delle partite. Ora invece vengono eliminate a grande velocità. Qualcuno carica il video e subito il censore protettore dei diritti tv lo blocca. Visto però che la gente ha capito che su Youtube non tira più aria , allora hanno iniziato a postare i video di partite e trasmissioni su altri portali. Con lo stesso risultato. Loro mettono e qualcun altro li blocca. Il gioco del gatto e del topo insomma.
Lo stesso discorso delle partite vale per le sequenze delle trasmissioni televisive. Dopo un periodo di relativa libertà durato qualche anno, dove si potevano trovare le sequenze di vari programmi, ora le emittenti televisive si son messe a fare la caccia ai video.
Ed io questo modo di fare non lo capisco, non perché sia un pirata incondizionato ma semplicemente perché lo trovo controproducente. Cioè spiegatemi le emittenti tv piuttosto che avere dei video su Youtube visti e rivisti da migliaia di persone preferiscono il nulla? Invece di negoziare le royalties della pubblicità su Youtube, come invece hanno fatto alcune major discografiche, preferiscono il vuoto?
I detentori dei diritti di autore di talk-show e partite dovrebbero capire che avrebbero molto più da guadagnarci negoziando con Youtube & co. invece di condurre una stupida e cieca guerra come hanno fatto fino ad ora. E che se migliaia di gente vede e rivede la sequenza del tuo talk-show è una cosa positiva per te: per il tuo canale, perché la gente ne parla e ti conosce.
Invece di vivere i social-networks ed i motori di ricerca video come una straordinaria opportunità si sentono minacciati e reagiscono in questo modo.
sabato, novembre 12, 2011
niente brindisi
Son alleviato dalle dimissioni di Silvio Berlusconi. Oramai isolato dal mondo, alienato, l'ex-Presidente del Consiglio non aveva più nessuna presa sulla realtà. La sua insistenza dell'ultimo anno nel rimanere al potere, senza affrontare i problemi, non ha fatto che affossare ulteriormente il paese.
Detto questo, e rallegrandomi per la fine di una lunga e dolorosa agonia politica, penso che stasera non convenga brindare, primo perché quando il paese brucia non v'è niente da brindare. Secondo perché io non voglio avere niente in comune con coloro che festeggiavano la caduta del governo Prodi, a botte di mortadella e spumante. Non è quello il paese che volevo. Non è quello il paese che voglio.
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giovedì, ottobre 06, 2011
oscenità
Quando mi è arrivato l'SMS dicendomi che Osvaldo dopo aver segnato aveva fatto la mitraglia sotto la curva son rimasto un po' perplesso.
Posso capire lo facesse nel suo villaggio argentino, ma non a Roma. E magari nemmeno a Firenze (anzi mi viene da chiedermi come facevano a tollerarlo i fiorentini? Ah sí, che stupido, segnava poco...)
Osvaldo la mitraglia puoi farla dove vuoi, ma fatta a Roma e soprattutto sotto quella Curva è davvero osceno. Chessò è come se Delvecchio si fosse fatto crescere i baffi per somigliare a Pruzzo. Caro Osvaldo tu sei tu, e Batigol era Batigol. Quindi per favore, mentre Luigi Enrico continua a farti giocare, beh se segni evitaci almeno quella squallida imitazione.
lunedì, settembre 12, 2011
dal nord della Francia
Se vi capita di passare per una città del Nord della Francia chiamata Lille. Non perdetevi:
- La pasticcieria Meert. La sola vetrina vale lo spettacolo.
- La fabbrica di t-shirt Gallodrome (anche se per caprine l'umore bisogna avere un minimo di conoscenza locale)
- La Piscine, l'antica piscina di Roubaix trasformata in museo
- La Carbonnade, il Welsh e le birre locali (i primi due son decisamente pesantini ma la terza dovrebbe aiutarne la digestione)
ed il paese fece boom!
La scorsa settimana ho visto un film degli anni 60 con Alberto Sordi. "Il boom" di Vittoria de Sica.
Il film è profetico. Descrive una società completamente alienata nel suo tenore di vita stila "dolce vita".
Una società di cui il protagonista ne è l'emblema. Un personaggio che per reggere il suo tenore di vita costosissimo cosa fa? Vende la macchina costosa? Licenzia la domestica? Cambia il lussuoso attico per un appartamento più modesto. Macché. Manco per sogno. Anzi, per mantenere il suo tenore di vita finisce per vendersi un occhio. Piuttosto che cambiare il suo modo di vivere, cambia il proprio corpo.
Questa è l'Italia. Ha vissuto e votato per anni vendendosi prima un occhio, poi un braccio, poi le orecchie. Pensando così di risolvere i suoi problemi. Ma sí, dai, anto che sarà. Evadi quì. Leva una tassa là. Ed ora eccola al varo varie elezioni e spese folli dopo. Finalmente obbligata a fare i conti col suo futuro (e col suo passato).
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crisi morale
Il giornalista francese Jean Quatremer qualche settimina fa, di ritorno dalle vacanze in Grecia, ha pubblicato nel suo blog un lungo reportage dove descriveva il paese che aveva percorso. La sua conclusione è che la crisi che la Grecia più che una crisi economica vive una vera e propria crisi morale.
Sicché son rimasto un po' sorpreso davanti il ritratto di questo paese dove evadere le imposte è quasi un atto dovuto, e dove chi evade lo fa sfacciatamente, oltretutto davanti uno Stato compiacente. Questa descrizione mi ha fatto pensare ad un altro posto, che conosco bene.
Sicché son rimasto un po' sorpreso davanti il ritratto di questo paese dove evadere le imposte è quasi un atto dovuto, e dove chi evade lo fa sfacciatamente, oltretutto davanti uno Stato compiacente. Questa descrizione mi ha fatto pensare ad un altro posto, che conosco bene.
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