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venerdì, gennaio 21, 2011

rimediare

Non essendo stato capace il governo italiano di condurre una politica diplomatica reale nei confronti nel caso Battisti ed essendosi perso in inutili e soprattutto inefficaci scenate, ora ci deve pensare il presidente Napolitano a rimediare. Gli tocca fare quello che il governo non fa, o che piuttosto non sa fare. Questo perchè in politica estera ci vuole astuzia e perseveranza, non urla che inorridiscono ed offendono la controparte (vedi intervista a Tarsio Genro, ex ministro degli esteri brasileiro).

Si ha come la sensazione che interventi come quelli del Presidente della Repubblica o quell'altro di Antonio Tabucchi su Le Monde (che meriterebbe un post tutto suo), sortiranno un effetto maggiore di quello dell'attuale non diplomazia del governo.

venerdì, dicembre 31, 2010

un decennio sprecato

Sulla scia della faccenda Battisti. Mi sono voluto andare a rileggere gli articoli di quando Toni Negri, nel 1997, riconoscendo i propri errori decise di costituirsi alle autorità italiane, abbandonando così il suo periodo di "latitanza" parigina.

Nelle dichiarazioni di allora si ritrovano espressioni come "chiudere un capitolo", "superare l'emergenza degli anni '70", "è il momento di chiudere". Eppure 13 anni dopo siamo ancora lì, senza aver davvero elaborato il nostro passato. Al punto di partenza. Nessun processo di riconciliazione tentato. Un decennio sprecato insomma*.

Siamo vittime di una classe politica litigiosa, dannatamente provinciale ed autoreferenziale, incapace di guardare avanti E non solo riguardo l'elaborazione del nostro passato, ma in tutti i campi: Economia, Università, Diritti Civili, Giustizia, ecc. Il paese soffre di un enorme ritardo e sarebbe necessario un atto di responsabilità da parte della sua classe dirigente e dei suoi cittadini. Giungerà mai?



* Come ho già potuto spiegare, quando parlo di processo di riconciliazione nazionale, non vuol dire "scundammoce 'o passato siamo in Italy paisà", si tratta piuttosto di intrapendere un lungo cammino di elaborazione del proprio passato mettendo per esempio in piedi, sulla scia dell'esempio sud-africano, una Commissione per la Verità e la Riconciliazione, la cui ragione di essere poteva riassumersi così:

Non dimenticare il passato senza allo stesso tempo mettere in atto persecuzioni. Costruire un meccanismo che permettesse di capire ciò che era successo, ma senza innescare azioni di vendetta.

vulgate francesi

In un'intervista alla Stampa lo storico francese Marc Lazar, conferma quanto ricordato da me ieri, riguarda la vulgata, in voga in certi ambienti francesi, per cui l'Italia degli anni'70 somigliava più al Cile di Pinochet che ad una democrazia europea.

Ripeto è vero che il nostro paese visse allora una stagione buia, ma è anche vero che, seppur in proporzioni diverse, altri paesi europei hanno conosciuto fenomeni simili. Penso ad Action Directe, alle Baader Meinhof, ecc.

Il resto già l'ho scritto. Inutile ripetersi.

giovedì, dicembre 30, 2010

il passato che ritorna (se non lo elabori)

Se le cose vanno come sembra, il Brasile finirà per concedere una forma di asilo politico a Cesare Battisti. Si trattarerà di un erorre giacchè basato su una analisi politica sbagliata. Cerco comunque di affrontare la questione sotto un angolo più complesso:

1) Che gli Stati non rispettino i trattati non è una novità. Alla base di decisioni come l'estradizione o l'asilo politico ci sono valutazioni di carattere eminentemente politico; 2)In Italia si sarebbe dovuta proclamare da tempo un amnistia generale per ex-terroristi neri e rossi o comunque trovare una soluzione politica. Si sarebbe dovuto comunque avviare un processo di riconciliazione nazionale per poter chiudere definitivamente con quel passato, e perdonare definitivamente chi si è pentito; 3) "Riconciliazione" non vuole dire "chi ha avuto ha avuto ecc." ma piuttosto iniziare una lenta elaborazione del proprio passato; 4) Dico "perdonare chi si è pentito" perchè quella che ha avuto la meglio è stata la Repubblica Italiana e non le bande armate. Essendo passati molti anni, nell'ottica di un processo di riconciliazione nazionale, quello che più conta ora è il pentimento più che la pena: che senso avrebbe oltretutto far scontare un decennio di galera ad un ex-terrorista pentito, 30 anni dopo, se oltretutto implora perdono?; 5) Come in Francia in certi ambienti si crede nella vulgata per cui l'Italia degli anni '70 era una specie di Cile. Ora il nostro paese aveva allora dei seri problemi, è verissimo. Ma non si trattò di nulla di comparabile con i Pinochet-Videla e compagnia bella: ricordiamocelo allora eravamo noi a dare asilo ai rifugiati Cileni, Argentini e Brasiliani e non viceversa; 6) Battisti invece di scappare a destra ed a manca avrebbe dovuto fare come Toni Negri, il quale dopo lungo ripensamento, negli anni '90 si consegnò alle autorità italiane riconoscnedo i propri errori passati.

Conclusione: Brasile e Francia hanno delle colpe ma fino ad un certo punto. Se la politica italiana e Battisti avessero fatto uno sforzo reciproco (la prima avviando un processo di riconciliazione ufficiale ed il secondo riconoscendo i propri errori e chiedendo perdono ai parenti delle vittime) forse ci saremo potuti risparmiare questa pantalonata dell'asilo politico. Detto questo asilo o non asilo, estradizione o meno, una rinconciliazione nazionale va (andava) tentata.