martedì, marzo 08, 2011

champagne di quart'ordine

La Roma si congeda nuovamente dalla Champions league, e lo fa nel peggiore dei modi. Espulsioni, rigori sbagliati, colpi proibiti e la bellezza di 6 gol incassati. Il tutto contro una squadra ucraina.

Dal nostro ritorno nella corte dei Campioni, nel 2001, non siamo stati capaci di andare più in la dei quarti di finale. Quest'anno è andata anche peggio. Questa è l'ennesima dimostrazione che così com'è la nostra squadra è una spanna sotto le grandi.

Per il resto preferisco riportare quanto scritto ad agosto:

La concretezza di squadre come l'Atletico Madrid od il Siviglia [...] mi fanno invidia. Invidia se comparate ad una squadra ed ad un tifo, come il nostro, che, seppur grandi, non smettono di baloccarsi in sogni assurdi ("vincemo 'a Champions Legauge", "semo 'a quinta squadra d'Europa"). Invidia perchè vedo squadre che seppur dall'organico leggermente inferiore a quello romanista riescono ad imporsi. Noi invece mai. Mai. Sfioriamo l'impresa, ma poi al dunque cadiamo, sistematicamente. Per mala sorte forse, ma anche per demeriti nostri.

Parliamo, parliamo troppo. Sogniamo. Ci perdiamo in descrizioni fantasmagoriche della nostra squadra mentre nel frattempo la bacheca dei trofei continuiamo a mantenerla pressoché vuota (ed imploverita). Vorrei più concretezza. Vorrei una squadra sincera, stradarola e vincente. Non uno champagne di quart'ordine ma un vino locale che sappia di terra, di sole e dell'amore infinito ed unico della sua tifoseria. Un vino capace di fare innamorare anche i palati più fini. Insomma una squadra nostra.

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