Si iniziano a sentire quello strano ronzio nel quartiere europeo di Bruxelles. Sono gli elicotteri della polizia. Segno che si avvicina il vertice europeo di domani. Un altro. Dove i nostri leader non decideranno probabilmente nulla. Come loro solito.
Li abbiamo votato per non decidere. Ed invece nulla. La casa brucia ma loro hanno paura di noi elettori e del nostro voto. Ed allora non decidono nulla, aspettano. E l'incendio si estende.
Gli elicotteri nel frattempo girano. Sembran libellule. Od angeli, O forse spiriti. che ronzano incessantemente attorno alle coscienze distratte e tormentate dei nostri grigi capipopolo.
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mercoledì, luglio 20, 2011
giovedì, febbraio 17, 2011
la strane ragioni di angela e di nicolas
Qualcuno si chiede come mai Sarkozy appoggi le richieste della Merkel riguardo il famoso patto per la competitività seppur sappia che il suo stesso paese avrà difficoltà nell'adempiere quelle condizioni.
La mia personale visione è che Sarkozy a poco più di un anno dalle elezioni presidenziali cerca di salvare le apparenze. Il presidente francese, per quanto cosciente che le misure tedesche non rappresentino la panacea contro tutti i mali, dice di sì alle proposte dirigiste ed ultralib della Merkel per ottenere la consolazione di apparire sulla foto e mantenere le apparenze di una certa grandeur. Anche se ai più appaia evidente che non ci si trovi più davanti ad un motore franco-tedesco ma piuttosto davanti un direttorio tedesco, il presidente francese cerca di vendere ai suoi elettori il fatto che è la Francia che decide il destino dell'Europa insieme alla Germania. La politica estera rimane l'ultima cartuccia da giocarsi.
Ma se queste sono le ragioni di Sarkozy, perchè la Merkel è disposta di cedere parte del protagonismo tedesco alla Francia? Beh, lo fa perchè sa che aut-aut della sola Germania passerrebbero difficilmente in sede europea. Paesi come Austria, Olanda, Finlandia, ecc, la cui posizione sulle tematiche economiche europee non è troppo distante da quella tedesca difficilmente potrebbero accettare un eventuale cooperazione rinforzata europea proposta dalla sola Germania e senza la Francia. Seppur risulti assai indelicato ammetterlo, la ragione è che un nucleo duro europeo capeggiato dalla sola Germania, più che all'UE sembrerebbe al 4º Reich. E questo appunto non si sa quanto sarebbero politicamente vendibile agli occhi dei cittadini olandesi, austriaci, lussemburghesi ecc.
Conclusione lapalissiana: Merkel e Sarkozy per ragioni diverse hanno bisogno l'una dell'altro. Quindi le cose andranno avanti ancora così per un po'.
La mia personale visione è che Sarkozy a poco più di un anno dalle elezioni presidenziali cerca di salvare le apparenze. Il presidente francese, per quanto cosciente che le misure tedesche non rappresentino la panacea contro tutti i mali, dice di sì alle proposte dirigiste ed ultralib della Merkel per ottenere la consolazione di apparire sulla foto e mantenere le apparenze di una certa grandeur. Anche se ai più appaia evidente che non ci si trovi più davanti ad un motore franco-tedesco ma piuttosto davanti un direttorio tedesco, il presidente francese cerca di vendere ai suoi elettori il fatto che è la Francia che decide il destino dell'Europa insieme alla Germania. La politica estera rimane l'ultima cartuccia da giocarsi.
Ma se queste sono le ragioni di Sarkozy, perchè la Merkel è disposta di cedere parte del protagonismo tedesco alla Francia? Beh, lo fa perchè sa che aut-aut della sola Germania passerrebbero difficilmente in sede europea. Paesi come Austria, Olanda, Finlandia, ecc, la cui posizione sulle tematiche economiche europee non è troppo distante da quella tedesca difficilmente potrebbero accettare un eventuale cooperazione rinforzata europea proposta dalla sola Germania e senza la Francia. Seppur risulti assai indelicato ammetterlo, la ragione è che un nucleo duro europeo capeggiato dalla sola Germania, più che all'UE sembrerebbe al 4º Reich. E questo appunto non si sa quanto sarebbero politicamente vendibile agli occhi dei cittadini olandesi, austriaci, lussemburghesi ecc.
Conclusione lapalissiana: Merkel e Sarkozy per ragioni diverse hanno bisogno l'una dell'altro. Quindi le cose andranno avanti ancora così per un po'.
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lunedì, gennaio 24, 2011
70
Da 70 giorni il Governo Italiano non dispone più di un Ministro per le Politiche Comunitarie. Poi dicono che a Bruxelles non ci prendono sul serio. Per forza.
rinchiusa e ripiegata su se stessa
Invitato ad una conferenza del Movimento Europeo di qualche mese fa, Umberto Ranieri, ricordava l'attuale situazione europea del paese. L'Italia si trova oramai accantonata nei tavoli di Bruxelles. Se lo ero già prima, ora lo è ancor di più. Ma che importa se tanto i nostri amici sono a Minsk ed a Tripoli?
isolati

Guardando, la mappa pubblicata nell’ultimo numero di Limes, appare chiaro l’isolamento dell’Italia in seno all’UE. Non soprende pertanto che la visione italiana non abbia trovato molti riscontri nelle ultime riunioni del Consiglio Europeo: dove sostanzialmente Francia e Germania l'hanno fatta da padroni.
Roma paga l'assenza di una chiara strategia europea e la manncanza di alleanze con altri paesi dell'Unione. Se l'Italia vuole che le decisioni dell'UE riflettano la propria visione europea (sempre che ne abbia una) deve darsi da fare e cambiare al più presto gli assetti della mappa in questione: da una parte riallacciando le relazioni con Berlino e con Parigi, dall'altra costituendo insieme ad altri Stati alleanze strategiche che permettano di completare (e non constrastare) la visione franco-tedesca.
Viene solo da chiedersi se l'attuale classe politica italiana, quasi totalmente ripiegata sugli affari interni, abbia davvero la volontà e la forza di fare tutto questo.
Roma paga l'assenza di una chiara strategia europea e la manncanza di alleanze con altri paesi dell'Unione. Se l'Italia vuole che le decisioni dell'UE riflettano la propria visione europea (sempre che ne abbia una) deve darsi da fare e cambiare al più presto gli assetti della mappa in questione: da una parte riallacciando le relazioni con Berlino e con Parigi, dall'altra costituendo insieme ad altri Stati alleanze strategiche che permettano di completare (e non constrastare) la visione franco-tedesca.
Viene solo da chiedersi se l'attuale classe politica italiana, quasi totalmente ripiegata sugli affari interni, abbia davvero la volontà e la forza di fare tutto questo.
venerdì, dicembre 31, 2010
lacrime di coccodrillo
La sfornata odierna di Wikileaks rivela che negli ambienti della Commissione Europea ci si esaspera per lo stato della corruzzione e per le mancate riforme in Bulgaria. Pare che a Bruxelles, col senno di poi, si sono resi conto che forse si è avuta un po’ troppa fretta con gli allargamenti dell' Unione Europea a Romania e Bulgaria, e che chissà approfittando della posizione di forza durante i negoziati, l’UE forse avrebbe potuto imporre maggiori sforzi a rumeni e bulgari.
Trattasi di lacrime di coccodrillo evidentemente. Viene da chiedersi dove aveva la testa la Commissione Europea all’epoca dei negoziati ed a cosa pensava l’eurobuonista Barroso? E gli Stati membri, che ora tanto baccagliano, cosa facevano?
Nonostante fosse cosa nota ai più che Romania e Bulgaria non fossero del tutto preparate all’adesione all’UE, a Bruxelles Governi e Commissione Europea decisero di chiudere un occhio e di proseguire a tambur battente sulla via dell’allargamento. Il risultato è quello che tutti conosciamo: ora che stanno dentro l’UE, risulta molto più difficile richiedere a Bulgaria e Romania le riforme necessarie.
Se è vero che gli allargamenti avventati non hanno certo contribuito ad agevolare il funzionamneto dell’Unione nè tantomeno a favorirne un rafforzamento. Tengo a sottolineare che l’adesione di Romania e Bulgaria non è certo la causa dell’attuale crisi istituzionale dell’UE, ne è semmai l’effeto: dimostra ancora una volta la pochezza dei nostri cari leader europei. Leader miopi, senza visione europea ed assai poco realisti.
Trattasi di lacrime di coccodrillo evidentemente. Viene da chiedersi dove aveva la testa la Commissione Europea all’epoca dei negoziati ed a cosa pensava l’eurobuonista Barroso? E gli Stati membri, che ora tanto baccagliano, cosa facevano?
Nonostante fosse cosa nota ai più che Romania e Bulgaria non fossero del tutto preparate all’adesione all’UE, a Bruxelles Governi e Commissione Europea decisero di chiudere un occhio e di proseguire a tambur battente sulla via dell’allargamento. Il risultato è quello che tutti conosciamo: ora che stanno dentro l’UE, risulta molto più difficile richiedere a Bulgaria e Romania le riforme necessarie.
Se è vero che gli allargamenti avventati non hanno certo contribuito ad agevolare il funzionamneto dell’Unione nè tantomeno a favorirne un rafforzamento. Tengo a sottolineare che l’adesione di Romania e Bulgaria non è certo la causa dell’attuale crisi istituzionale dell’UE, ne è semmai l’effeto: dimostra ancora una volta la pochezza dei nostri cari leader europei. Leader miopi, senza visione europea ed assai poco realisti.
sabato, dicembre 11, 2010
giù la maschera
Sarkozy e la Merkel si spendono nell'ennesima dichiarazione d'amore sull' Europa e sull'€uro. Dicono che queste sono il loro futuro e che lo difenderanno. Poi davanti alla prima proposta concreta (gli "eurobond") dicono di no.
Quando la finiremo con queste dichiarazioni stucchevoli poi mai seguite dai fatti? Cari falsi lider europeisti, a chi volete prendere in giro?
Quando la finiremo con queste dichiarazioni stucchevoli poi mai seguite dai fatti? Cari falsi lider europeisti, a chi volete prendere in giro?
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lunedì, novembre 01, 2010
piangere (e predicare) sul latte versato
Poco tempo fa il Corriere pubblicò una lettera di Walter Veltroni agli italiani a cui seguirono varie risposte. In sostanza si faceva notare all'Uólter che lui stesso era (stato) parte di quella classe dirigente italiana che tanto criticava nella lettera. Che il potere per cambiare le cose lui, a differenza di altri, ce lo aveva avuto per davvero e che quindi non si capiva a che titolo si lamentava.
Ecco leggendo l'intervista di Tony Blair di cui parlavo ieri, ho pensato esattamente la stessa cosa: propio come nel caso di Veltroni, mi sono chiesto se il signore in questione si fosse dimenticato di essere stato durante 10 anni il leader di uno dei maggiori stati europei. Blair che il potere ce l’aveva davvero, se avesse relamente voluto rendere l’Europa più forte, coesa e solidaria avrebbe potuto farlo. Solo che dietro i suoi bellissimi discorsi europeisti, quella volontà non c’è mai stata. Belle parole sì, fatti pochi.
Non prendiamoci in giro, se le istituzioni vengono progressivamente depotenziate, la macchina europea si ingolfa in continuazione e l'euroscetticismo sale anche lui ha le sue belle responsabilità. Altro che tanta voglia di Europa Unita.
Forse Blair si è ricreduto (un pò tardi comunque) ed ora crede davvero nelle cose che dice: allora, invece di fare la morale agli altri, si rimboccasse le maniche ed iniziasse a lavorare con i suoi amichetti del Labour.
Ecco leggendo l'intervista di Tony Blair di cui parlavo ieri, ho pensato esattamente la stessa cosa: propio come nel caso di Veltroni, mi sono chiesto se il signore in questione si fosse dimenticato di essere stato durante 10 anni il leader di uno dei maggiori stati europei. Blair che il potere ce l’aveva davvero, se avesse relamente voluto rendere l’Europa più forte, coesa e solidaria avrebbe potuto farlo. Solo che dietro i suoi bellissimi discorsi europeisti, quella volontà non c’è mai stata. Belle parole sì, fatti pochi.
Non prendiamoci in giro, se le istituzioni vengono progressivamente depotenziate, la macchina europea si ingolfa in continuazione e l'euroscetticismo sale anche lui ha le sue belle responsabilità. Altro che tanta voglia di Europa Unita.
Forse Blair si è ricreduto (un pò tardi comunque) ed ora crede davvero nelle cose che dice: allora, invece di fare la morale agli altri, si rimboccasse le maniche ed iniziasse a lavorare con i suoi amichetti del Labour.
venerdì, ottobre 29, 2010
buongiorno russia
Intervistato sui festini in salsa arcorese, Emilio Fede afferma che in fondo è una cosa privata e che “anche il presidente Putin si circonda di belle ragazze nella sua dacia e nessuno ha niente da dire». Capito mica la Francia, la Germania, o, che sò, gli Stati Uniti. Il nostro modello oramai è la Russia.
PS.: A proposito di Europa, pare che ieri il nostro presidente sia arrivato in ritardo al Consiglio Europeo, giungendo a riunione iniziata. Poi se la menano con questa retorica dell’Italia che conta solo grazie a loro (anzi a Lui).
PS.: A proposito di Europa, pare che ieri il nostro presidente sia arrivato in ritardo al Consiglio Europeo, giungendo a riunione iniziata. Poi se la menano con questa retorica dell’Italia che conta solo grazie a loro (anzi a Lui).
sabato, ottobre 16, 2010
iniziative popolari e lentezze brussellessi
Il Trattato di Lisbona ha introdotto la possibilità per i cittadini europei di presentare iniziative legislative popolari attraverso la raccolta di un milione di adesioni. Si tratta di una grande novità visto che fino ad ora l'iniziativa legislativa europea era essenzialmente nelle mani della Commissione Europea (che però, è bene dirlo, lavorava sprattutto in base ad input nazionali).
Solo che una volta stabilito un diritto, se si vuole dargli reale attuazione questo va regolamentato. Un pò come per il referendum in Italia per la cui attuazione era necessario un regolamento. E così, nel dicembre scorso, appena entrato in vigore il Trattato, Commissione e Parlamento Europeo si mettono al lavoro per cercare di fissare queste regole. A quasi ad un anno di distanza, ancora lì stiamo, i nostri discutono e non riescono a mettersi d'accordo sulla bozza del regolamento. Si parla di una decisione non prima dell'inizio del 2011.
Il fatto è che mentre i nostri cari continuano a discutere, i cittadini europei, assai più lesti, si sono già dati da fare organizzando la prima iniziativa popolare europea, il cui scopo è promuovere una moratoria europea delle coltivazioni OGM. Il bello è questi hanno già raggiunto il loro migliore di firme. E nel frattempo a Bruxelles continuano a discutere. Poi dicono gli euroscettici.
Solo che una volta stabilito un diritto, se si vuole dargli reale attuazione questo va regolamentato. Un pò come per il referendum in Italia per la cui attuazione era necessario un regolamento. E così, nel dicembre scorso, appena entrato in vigore il Trattato, Commissione e Parlamento Europeo si mettono al lavoro per cercare di fissare queste regole. A quasi ad un anno di distanza, ancora lì stiamo, i nostri discutono e non riescono a mettersi d'accordo sulla bozza del regolamento. Si parla di una decisione non prima dell'inizio del 2011.
Il fatto è che mentre i nostri cari continuano a discutere, i cittadini europei, assai più lesti, si sono già dati da fare organizzando la prima iniziativa popolare europea, il cui scopo è promuovere una moratoria europea delle coltivazioni OGM. Il bello è questi hanno già raggiunto il loro migliore di firme. E nel frattempo a Bruxelles continuano a discutere. Poi dicono gli euroscettici.
lunedì, settembre 06, 2010
inutilità
Domani il presidente della Comissione Europea, Durao Barroso, pronuncerà per la prima volta in assoluto davanti il Parlamento Europeo un discorso sullo Stato delll'Unione Europea. A pensarci bene non si tratterà di ualtro che di una mera operazione di marketing che vuole scimmiottare in un qualche modo il modello americano. Il solito vorrei ma non posso europeo. Non possiamo fare l'Unione nella sostanza (siamo incapaci ed anche piuttosto mediocri) ed allora ci si accontentia della forma.
Ci troviamo davanti l'ennesima espressione della demenza senile di un continente che sembra voler dirci: "Guardate io vorrei pure essere come gli USA ma ne non son capace, e forse neanche ne ho voglia, piuttosto che unirmi preferisco vivere la mia decadenza continentale fino in fondo".
Ecco se domani Barosso dicesse davvero queste cose allora forse il discroso servirebbe a qualcosa. Avrebbe un pò di "punch" almeno e smuoverebbe le coscienze. Invece si sa, assisteremo al solito show sdolcinato. Come ha scritto qualcuno ci toccherà sorbirci uno stucchevolissimo elenco di buoni propositi e un resoconto di falsi progressi raggiunti. Insomma da politico navigato, il portoghese dirà molto paraculisticamente che si può far meglio ma che in fondo abbiamo fatto tanto ma tanto tanto per questa Europa (ma de che poi? Lo poteva forse dire Kohl ma non certo lui) .
Compiaicuti applaudiremo un discorso vuoto, mentre nel frattempo l'Europa continuerà il suo declino. Vorrei ben altro per il mio continente. Vorrei un'Unione vera, vorrei dei fatti piuttosto che dei discorsi ipocritamente ed inutilmente melliflui.
Ci troviamo davanti l'ennesima espressione della demenza senile di un continente che sembra voler dirci: "Guardate io vorrei pure essere come gli USA ma ne non son capace, e forse neanche ne ho voglia, piuttosto che unirmi preferisco vivere la mia decadenza continentale fino in fondo".
Ecco se domani Barosso dicesse davvero queste cose allora forse il discroso servirebbe a qualcosa. Avrebbe un pò di "punch" almeno e smuoverebbe le coscienze. Invece si sa, assisteremo al solito show sdolcinato. Come ha scritto qualcuno ci toccherà sorbirci uno stucchevolissimo elenco di buoni propositi e un resoconto di falsi progressi raggiunti. Insomma da politico navigato, il portoghese dirà molto paraculisticamente che si può far meglio ma che in fondo abbiamo fatto tanto ma tanto tanto per questa Europa (ma de che poi? Lo poteva forse dire Kohl ma non certo lui) .
Compiaicuti applaudiremo un discorso vuoto, mentre nel frattempo l'Europa continuerà il suo declino. Vorrei ben altro per il mio continente. Vorrei un'Unione vera, vorrei dei fatti piuttosto che dei discorsi ipocritamente ed inutilmente melliflui.
mercoledì, agosto 25, 2010
il pomodoro e la fionda
La Stampa racconta i problemi dei coltivatori di pomodori italiani, simili a quelle di molti europei. Il problema è sempre lo stesso davanti alla concorrenza a basso costo del Golia cinese il Davide europeo non resiste. E’ evidente che noi europei, ed in particolare noi del sud Europa, non possiamo più giocare sul basso costo e dobbiamo ora puntare tutto sulla qualità.
Qualità, qualità, si sente un sacco questa parola, ma cosa vuol dire? Vuol dire che è necessario un doppio sforzo: da parte degli agricoltori e delle istituzioni europee, giacché senza questo doppio impegno non si va infatti da nessuna parte.
Bruxelles dal canto suo potrà aiutare non tanto moltiplicando le sovvenzioni a josa, ma piuttosto favorendo una normativa chiara e precisa sull’etichettatura dei prodotti. Insomma, detto in parole povere, bisogna lavorare sulla tracciabilità del pomodoro.
Gli agricoltori dal lato loro, sempre contando con l’appoggio dell’Unione Europea dovrebbero favorire la creazione di label europei (“Pomodoro italiano”, “Pomodoro Europeo”) ed anche l’eleborazione di prodotti DOP ed IGC (“conserve di fiorenzuola” per esempio). Fare questo, passare dalla logica del basso costo a quella della tanto declamata “qualità”, implica indubbiamente un grande sforzo da parte degli agricoltori, ma il fatto è che non esiste alternativa, giacché la “qualità” l’unica fionda che permetterebbe al Davide europeo di resistere al Golia cinese.
martedì, agosto 17, 2010
europei misti
Da qualche tempo fa mi vado chiedendo come funziona la logica della doppia nazionalità fra i cittadini dell'Unione Europea. Se è permessa o meno. Se al richiedere una nazionalità di un'altro paese UE, (che so francese), perdi quella di nascita (italiana per esempio). Cercando sul Web ho trovato un'articolo di Sergio Romano, il quale chiude così:
Che dire d'altro? Son d'accordo.
"Nell' Unione Europea il numero crescente dei matrimoni misti ha creato un popolo di «doppi cittadini» difficilmente quantificabile, ma certamente elevato. Sono persone che possono prendere parte alle elezioni politiche e amministrative di almeno due Stati. Accanto alla cittadinanza europea, prevista dai Trattati costituzionali dell' Unione, sta nascendo una plurinazionalità che contribuisce ad abolire le vecchie frontiere del continente e ad ampliare il concetto di appartenenza. Anche questo è un modo per fare l' Europa"
Che dire d'altro? Son d'accordo.
troppo caro
La settimana scorsa il Parlamento slovacco ha votato contro il prestito dell'UE alla Grecia. Ora dicono che costa troppo, e che gli altri devono pagare la conseguenze dei loro errori. Quando saranno loro ad essere in difficoltà e dovranno implorare aiuta ai vicini europei continueranno a pensarla nello stesso modo?
Sono d'accordo che la Grecia paga le conseguenze di malgoverno e che debba essere la prima ad arrotolarsi le maniche in questa faccenda, di fatto lo sta facendo. Questo però non significa che dobbiamo abbandonarla a se stessa. Se crolla la Grecia rischiamo di cadere tutti. Slovacchia comprese.
mercoledì, luglio 21, 2010
battuta del giorno
«Il via libera di Bruxelles è una decisione ingiusta e grave che non tiene in considerazione gli effetti dirompenti sul mercato italiano anche in termini di pluralismo»
[Paolo Romani, Vice-ministro allo Sviluppo Economico con delega Mediaset]
PS.: La decisione sarà forse grave ed ingiusta, ma a me la dichiarazione di Romani pare una battuta. Uno spiritosa barzelletta. Tira fuori gli "effetti dirompenti sul mercato" ed il "pluralismo" come se prima di Murdoch l'Italia fosse un'isola felice.
[Paolo Romani, Vice-ministro allo Sviluppo Economico con delega Mediaset]
PS.: La decisione sarà forse grave ed ingiusta, ma a me la dichiarazione di Romani pare una battuta. Uno spiritosa barzelletta. Tira fuori gli "effetti dirompenti sul mercato" ed il "pluralismo" come se prima di Murdoch l'Italia fosse un'isola felice.
lunedì, maggio 31, 2010
coreografie europee
A pensarci bene l'Unione Europea è un pò come il flash-mob dell'Eurovisone di ieri sera, tutta quella coreografia così piena di armonia sembrava quasi spontanea ma in realtà era il frutto di un grandissimo lavoro di coordinazione. Coordinazione che sembra invisibile perchè la nessuno vede, ma che in realtà c'è e come. Per che una cosa esca bene bisogna acettare un minimo coordinamento: giacchè l'armonia non viene da sola.
Le stesso avviene fra paesi europei: se vogliamo maggiore cosesione (mercato unico, unione economica, ecc.) è necessario dotarsi di un livelllo di coordinamento adeguato (la Commissione Europea). Poi vabbè possiamo discutere se questa coordinazione sia più o meno burocratica, ma non possiamo pretendere che le cose fattte bene vengano su senza sforzo.
Se vogliamo l'armonia fra noi Europei, dobbiamo sudarcela e dobbiamo accettare che ci vuole un buon sistema di coordimento. No Guts, no glory.
Le stesso avviene fra paesi europei: se vogliamo maggiore cosesione (mercato unico, unione economica, ecc.) è necessario dotarsi di un livelllo di coordinamento adeguato (la Commissione Europea). Poi vabbè possiamo discutere se questa coordinazione sia più o meno burocratica, ma non possiamo pretendere che le cose fattte bene vengano su senza sforzo.
Se vogliamo l'armonia fra noi Europei, dobbiamo sudarcela e dobbiamo accettare che ci vuole un buon sistema di coordimento. No Guts, no glory.
martedì, maggio 18, 2010
peccati originali
Sappiamo che il vero peccato originale alla base dell'€uro è quello di aver costituito una Unione Economica e Monetaria (UEM) un pò zoppa. Infatti l'Unione è in realtà molto monetaira e poco economica. La mancanza di veri strumenti di politica economica europei sono infatti una delle sue principali debolezze.
"Al momento dell’allargamento ci fu meno severità: in questo senso, non solo la Grecia ma anche altri Paesi era chiaro che entravano firmando una serie di obblighi che dovevano rispettare e di tappe successive che nel tempo non hanno raggiunto. Proprio perché molti di noi dovettero affrontare sacrifici importanti, oggi dovremmo chiederci se sarebbe stato meglio non essere di manica larga"
Si sarebbe dovuto procedere poco, partendo con un blocco di 8-9 e poi procedere ad eventuali allargmenti lentamente e con occhio scupoloso. Invece apparentemente dopo essere stati scrupolosissimi nell'esame dei criteri dei paesi del primo gruppo (tra cui figura l'Italia) ci si è sbracati un pò quando si è trattato di esaminare gli altri (vedi: la Grecia).
Secondo me no, oramai la frittata è fatta. Stiamo in ballo e ci tocca ballare. E dobbiamo farlo insieme. Nel frattempo sarebbe opportuno bloccare momentanemanete tutti gli allargamenti previsti (il primo quello dell'Estonia).
Non commettiamo errori. Il nostro veliero sta affrontando una tempesta durissima. Prima di imbarcare qualsiasi nuovo passeggero (anche se di buonissima volontà) dobbiamo uscire dalla burrasca. Dopo -finita la tempesta ed appurato lo stato del nostro veliero comune- si deciderà.
sabato, maggio 15, 2010
Obama ed i 27 nani
Gli ultimi recoconti parlano chiaro: i paesi europei sono riusciti a trovare un compromesso per salvare la Grecia solo dopo le esortazioni di Obama. A quanto pare anche il premier spagnolo Zapatero si è deciso ad annunciare il suo piano di rigore, dopo esortazione del presidente statunitense.
In Europa ci si da arie da grandi potenze ma poi non abbiamo le capacità per reagire davanti gli enormi cambiamenti in corso. Se non sappiamo neanche reagire come vogliamo pretendere di essere dei leader mondiali? Il mondo crolla, e noi non ce ne rendiamo conto. Vi redente conto della gravità dell'anedotto: ci devono chiamare da Washington per farcelo capire!
Non ci rendiamo conto della gravità si quello che sta succedendo, o forse vogliamo fare finta di non renderce conto. Preferiamo rifugiargi dietro i miti del passato (la lirette, il marko, il fiorinio) o il calore riconfortante del nostro portafoglio senza capire che se cade uno poi cado lun'altro e poi un'altro ancora. L'unico modo per uscirne e fuori è imparare a giocare di squadra.
In Europa ci si da arie da grandi potenze ma poi non abbiamo le capacità per reagire davanti gli enormi cambiamenti in corso. Se non sappiamo neanche reagire come vogliamo pretendere di essere dei leader mondiali? Il mondo crolla, e noi non ce ne rendiamo conto. Vi redente conto della gravità dell'anedotto: ci devono chiamare da Washington per farcelo capire!
Non ci rendiamo conto della gravità si quello che sta succedendo, o forse vogliamo fare finta di non renderce conto. Preferiamo rifugiargi dietro i miti del passato (la lirette, il marko, il fiorinio) o il calore riconfortante del nostro portafoglio senza capire che se cade uno poi cado lun'altro e poi un'altro ancora. L'unico modo per uscirne e fuori è imparare a giocare di squadra.
giovedì, aprile 29, 2010
troppa fretta (ma dove corri, dove vai?)
Gian Enrico Rusconi riassume in poche righe alcuni degli errori commessi con il famoso allargamento dell'Unione Europea. Dirlo ora non serve a molto, ma il fatto che forse si sarebbe dovuto far aderire i nuovi paesi membri poco per volta e non tutti insieme. Lo stesso discorso vale per l'euro. Si sarebbe dovuti partire in 8-10. Ma gli Stati membri ed i loro leader, incapaci di dare un proprio impulso politico, si sono lasciati forzare la mano dalla Commissione e dalle sue proposte
"È probabile che negli anni scorsi si sia stati troppo imprudenti nell’allargamento facile e incontrollato dell’Unione. Quella che sembrava lungimiranza e generosità, si è rivelata faciloneria e irresponsabilità. Ma è stata anche incompetenza da parte di chi doveva controllare e prendere decisioni. E’ una dimostrazione in più che la costruzione politica dell’Europa è deficitaria"
"È probabile che negli anni scorsi si sia stati troppo imprudenti nell’allargamento facile e incontrollato dell’Unione. Quella che sembrava lungimiranza e generosità, si è rivelata faciloneria e irresponsabilità. Ma è stata anche incompetenza da parte di chi doveva controllare e prendere decisioni. E’ una dimostrazione in più che la costruzione politica dell’Europa è deficitaria"
quando la casa brucia
«Quando la casa brucia non si può guardare dall’altra parte»
[Giulio Tremonti]
Riconosco che non provo una grande simpatia né per Tremonti, né per Frattini, ma è vero che in questi giorni, davanti alla crisi della Grecia, stanno dimostrando grande responsabilità. Dando alla Germania una lezione di europeismo, spiegando che se la Grecia cade rischiamo di cadere tutti. Badate però questo europeismo difendiamolo a spada tratta e non solo a parole.
Riconosco che non provo una grande simpatia né per Tremonti, né per Frattini, ma è vero che in questi giorni, davanti alla crisi della Grecia, stanno dimostrando grande responsabilità. Dando alla Germania una lezione di europeismo, spiegando che se la Grecia cade rischiamo di cadere tutti. Badate però questo europeismo difendiamolo a spada tratta e non solo a parole.
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