Voglio parlare di Londra e dei moti in corso. A me è risultato immediato il parallelismo con i moti francesi del 2005. Sono potreste che nascono a partire da zone fortemente svantaggiate. Certo che le vetrine rotte ed i negozi saccheggiati non sono frutto di nessuna visione politica.
A mio avviso bisogna andare aldilà della lettura unicamenete incentrata sull’autoesclusione dei delinquenti ("colpa loro, che sono brutti, cattivi e basta").
Ok, d’accordo costoro son banditi e delinquenti. Ma come mai vivon tutti a Tottenham e non a Chelsea? Esiste a mio avviso un problema in termini di ghettizzazione. È evidente. Si tratta certamente di deliquenti senza nessuna visione politica ma son anche il frutto di una costante e miope politica (di ghettizzazzione ed esclusione).
Incentrare il discorso unicamente sull’aspetto della polizia, vuol dire non capire nulla e spianare il terreno per nuove esplosioni sociali.
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mercoledì, agosto 10, 2011
lunedì, novembre 01, 2010
piangere (e predicare) sul latte versato
Poco tempo fa il Corriere pubblicò una lettera di Walter Veltroni agli italiani a cui seguirono varie risposte. In sostanza si faceva notare all'Uólter che lui stesso era (stato) parte di quella classe dirigente italiana che tanto criticava nella lettera. Che il potere per cambiare le cose lui, a differenza di altri, ce lo aveva avuto per davvero e che quindi non si capiva a che titolo si lamentava.
Ecco leggendo l'intervista di Tony Blair di cui parlavo ieri, ho pensato esattamente la stessa cosa: propio come nel caso di Veltroni, mi sono chiesto se il signore in questione si fosse dimenticato di essere stato durante 10 anni il leader di uno dei maggiori stati europei. Blair che il potere ce l’aveva davvero, se avesse relamente voluto rendere l’Europa più forte, coesa e solidaria avrebbe potuto farlo. Solo che dietro i suoi bellissimi discorsi europeisti, quella volontà non c’è mai stata. Belle parole sì, fatti pochi.
Non prendiamoci in giro, se le istituzioni vengono progressivamente depotenziate, la macchina europea si ingolfa in continuazione e l'euroscetticismo sale anche lui ha le sue belle responsabilità. Altro che tanta voglia di Europa Unita.
Forse Blair si è ricreduto (un pò tardi comunque) ed ora crede davvero nelle cose che dice: allora, invece di fare la morale agli altri, si rimboccasse le maniche ed iniziasse a lavorare con i suoi amichetti del Labour.
Ecco leggendo l'intervista di Tony Blair di cui parlavo ieri, ho pensato esattamente la stessa cosa: propio come nel caso di Veltroni, mi sono chiesto se il signore in questione si fosse dimenticato di essere stato durante 10 anni il leader di uno dei maggiori stati europei. Blair che il potere ce l’aveva davvero, se avesse relamente voluto rendere l’Europa più forte, coesa e solidaria avrebbe potuto farlo. Solo che dietro i suoi bellissimi discorsi europeisti, quella volontà non c’è mai stata. Belle parole sì, fatti pochi.
Non prendiamoci in giro, se le istituzioni vengono progressivamente depotenziate, la macchina europea si ingolfa in continuazione e l'euroscetticismo sale anche lui ha le sue belle responsabilità. Altro che tanta voglia di Europa Unita.
Forse Blair si è ricreduto (un pò tardi comunque) ed ora crede davvero nelle cose che dice: allora, invece di fare la morale agli altri, si rimboccasse le maniche ed iniziasse a lavorare con i suoi amichetti del Labour.
giovedì, maggio 06, 2010
scherzo?

Questa è la copertina dell'edizione odierna di The Sun. Non ci potevo credere, pensavo ofsse un scherzo quando l'ho vista, eppure. Poi dicono che noi italiani siamo esagerati, un titolo del genere ("La nostra sola SPERANZA") a momenti non te lo fa manco Il Giornale.
Strade Di Francia vive nel continente è di Regno Unito non se ne intende più di tanto, ma ha come l'impressione che David Cameron sia solo tutto un bluff, un conservatore che si vuole dare arie da Blair, ma che sempre conservatore rimane. E sappiamo bene i danni sociali che lasciarono anni di Tatcherismo. E allora? Allora spero in un governo di coalizione Lab-Lib. Anche se temo che i Conservatori la spunteranno. Chissà. Resta che la copertina del The Sun pare davvero uno scherzo.
Strade Di Francia vive nel continente è di Regno Unito non se ne intende più di tanto, ma ha come l'impressione che David Cameron sia solo tutto un bluff, un conservatore che si vuole dare arie da Blair, ma che sempre conservatore rimane. E sappiamo bene i danni sociali che lasciarono anni di Tatcherismo. E allora? Allora spero in un governo di coalizione Lab-Lib. Anche se temo che i Conservatori la spunteranno. Chissà. Resta che la copertina del The Sun pare davvero uno scherzo.
PS.: E poi i Lab li voterei quasi solo per la loro proposta di riforma del calcio.
giovedì, aprile 22, 2010
parole e valori
Il Guardian ha preso i programmi elettorali dei 3 principali contendenti di queste elezioni e li ha trasformati in grafici attraverso Wordle, ecco cosa ne è uscito fuori.
martedì, aprile 20, 2010
palla per Gordon
Gordon Brown vuole riformare il calcio inglese che si trova sull'orlo della crisi economico-finanziaria (come un pò ovunque). Propone infatti di cambiare il modello azionario dei club e questo destinando ai tifosi della squadra una quota minima del 25% dell'azionariato.
La proposta, è stata inserita niente popó di meno che nel Labour Party Manifesto 2010 (il programma elettorale dei laburisti) che recita così: "Registered Supporters Trusts enabled to buy stakes in their club bringing mutualism to the heart of football"
PS.: A Platini è piaciuta la proposta: "Penso che sia una grande idea che i suporter investino nella squadra visto che in fin dei conti sono loro che difendono l'identità del club".
La proposta, è stata inserita niente popó di meno che nel Labour Party Manifesto 2010 (il programma elettorale dei laburisti) che recita così: "Registered Supporters Trusts enabled to buy stakes in their club bringing mutualism to the heart of football"
PS.: A Platini è piaciuta la proposta: "Penso che sia una grande idea che i suporter investino nella squadra visto che in fin dei conti sono loro che difendono l'identità del club".
PS.: La proposta dei Labour, se è per questo , piace anche a questo blog.
domenica, marzo 07, 2010
mercoledì, marzo 03, 2010
Le Royaume Uni un pays démocratique?
Sentita in una scuola media francese durante un dibattito sull'Europa, la sua storia ed il suo futuro:
"Se ho capito bene, c'è bisogno di essere un paese democratico per far parte dell'Unione Europea, no? Ma allora perchè la Gran Bretagna fa parte dell'UE?"
Che vi avevo detto qualche settimana fa? Francesi ed Inglesi non smettono di assestarsi frecciatine l'un l'altro, e questo sin dalla più giovane età.
PS.: Breve premessa, in Francia, i giovani del movimento federalista europeo, gli Jeunes Europeéens, da anni organizzano incontri nelle scuole e nei licei del paese per spiegare a ragazzi e ragazze cos'è l'Unione Europea. E per discuterne. L'obbietivo è coinvolgere i più giovani nel processo di integrazione europea, un processo che fino ad ora i cittadini europei non hanno sentito come loro. Anzi. Da lì la necessità di organizzare questo tipo di attività, soprattutto con quelli che saranno gli europei di domani.
PS II: I commenti postati nel profilo Facebook sono ancora migliori: "Ecco un buon europeo" oppure "La Gran Bretagna non è un paese: è un isola..." Hi! Hi!
"Se ho capito bene, c'è bisogno di essere un paese democratico per far parte dell'Unione Europea, no? Ma allora perchè la Gran Bretagna fa parte dell'UE?"
Che vi avevo detto qualche settimana fa? Francesi ed Inglesi non smettono di assestarsi frecciatine l'un l'altro, e questo sin dalla più giovane età.
PS.: Breve premessa, in Francia, i giovani del movimento federalista europeo, gli Jeunes Europeéens, da anni organizzano incontri nelle scuole e nei licei del paese per spiegare a ragazzi e ragazze cos'è l'Unione Europea. E per discuterne. L'obbietivo è coinvolgere i più giovani nel processo di integrazione europea, un processo che fino ad ora i cittadini europei non hanno sentito come loro. Anzi. Da lì la necessità di organizzare questo tipo di attività, soprattutto con quelli che saranno gli europei di domani.
PS II: I commenti postati nel profilo Facebook sono ancora migliori: "Ecco un buon europeo" oppure "La Gran Bretagna non è un paese: è un isola..." Hi! Hi!
domenica, febbraio 21, 2010
des parisiens (et des anglais)

"Courrier International" non è altro che la sorellina francese della rivista italiana "Internazionale". L'ultimo numero è dedicato ai "Parigini" (sottotitolo "Qualche ragione per odiarli"). Decido di sfogliarlo convinto che la maggior parte che gli articoli sull'argomento saranno inglesi: ed infatti...
Il loro è un rapporto particolare e non smettono di stuzzicarsi. Gli inglesi non si risparmiano, ma certo i francesi non stanno a guardare e quando possono non perdono occasione per restituire la cortesia ai vicini britannici (ricordo qualche editoriale de Le Monde dove si rispondeva colpo su colpo alle simpatiche bordate misogalle di autorevoli politici brits)
Il loro è un rapporto particolare e non smettono di stuzzicarsi. Gli inglesi non si risparmiano, ma certo i francesi non stanno a guardare e quando possono non perdono occasione per restituire la cortesia ai vicini britannici (ricordo qualche editoriale de Le Monde dove si rispondeva colpo su colpo alle simpatiche bordate misogalle di autorevoli politici brits)
venerdì, novembre 13, 2009
pane al pane (europeismi)
In questa fase di negoziati Andrea Mammarella parla delle pretese europee del Regno Unito e dice le cose così come stanno. Insomma se gli inglesi non sono certo la causa di tutti i mali dell’Unione Europea, è evidente che il loro zampino ce l’hanno messo:
"C’è da chiedersi in base a quali valutazioni storiche, politiche ed economiche il governo di Londra si consideri accreditato a designare le candidature alle due maggiori cariche dell’Unione Europea.
Negli anni ’70 quando la Comunitá Europea era in fase di costruzione i federalisti auspicavano l’ingresso inglese in Europa, allora ostacolato dai vecchi gollisti, come uno degli avvenimenti che avrebbero permesso il decollo definitivo di un progetto federalista
Gli inglesi allora si distinguevano nel frenare iniziative dirette ad alimentare l’integrazione del continente e si adoperavano a diluire attraverso la politica dell’allargamento lo spirito originario della comunitá. La Tatcher paralizzerà per anni l’evoluzione delle istituzioni europee fino a quando non riavrá indietro il suo denaro. Londra ostacolerá la creazione dell’euro a cui presto o tardi sará costretta ad aderire per le difficoltá della sterlina a reggere il peso di un debito crescente […] Tra i governi più screditati negli utlimi anni in patria, quello Brown è il meno accreditato per dare all’Europa gli uomini che le servono per uscire dall’impasse in cui è rimasta per troppo tempo".
[Andrea Mammarella, Il Messaggero]
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