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martedì, luglio 19, 2011

è tutta colpa loro

Una cosa che mi colpisce di certa intellingentsia berlusconiana è la propria capacità auto-assolutoria. Insomma se Berlusconi ha fallito la sua missiome riformatrice, non è neanche colpa sua, ma della galassia della destra, che da Montanelli in poi non ha saputo cogliere l'opportunità. la colpa è degli altri quindi. Come sempre.

Ma riconoscere che il maggiore pubblicitario d'italia (o "piazzista" come lo definiva Funari) non ce l'ha fatta per sua responsabilità e che si à circondato per sua diretta volontà di incapaci e di inetti, no? No, la colpa è dei migliori che lo avrebbero snobbato.

Facciamola finita. Il Berlusconi politico era e rimane un bluff e basta. Basta vedere il suo bilancio politico 15 anni dopo. Piuttosto scarno. Un leader il cui programma politico consisteva nel ripetere continuamente un programma che però non viene mai realmente attuato. Una continua nenia.

Io potevo capire che si rimanesse soggiogati dal fascino del Berlusconi politico nel 1994. Capisco meno chi invece fino ad un anno fa continuava a credere ad un nuovo suo slancio. "Dai Silvio come nel 1994". Così dicevano. Come se nel frattempo non fosse successo nulla.

No, non c'à bisogno di prendersela con i montanelliani se Berlusconi si è circondato di nani e ballerine e se tutto è andato a puttane (letteralemente).

Ci vorrebbe un po' più di coraggio da parte dell'intelligentsia destrorsa italiana. Il coraggio di rimettersi in questione. Poi dicono dove ha fallito la destra italiana.

giovedì, giugno 09, 2011

quando l'italia era da bere

Nel 1994, l'indomani della vittoria dell'allora imprenditore Silvio Berlusconi, quelli del TG1 intervistarono una vecchietta che agli albori era andata a fare la spesa del mercato di Via Locchi ai Parioli. La vecchietta interrogata dal cronista strepitò: "Craxi! Le elezioni le ha vinte Craxi!".

Sì lui Bettino, l'innominabile. Il transfugo di Hammamet. Era lui che pur nell'assenza aveva vinto le elezioni, attraverso quello che ne fu il pupillo ed il maitre à penser televisivo. Silvio Berlusconi.

Così l'imprenditore brianzolo iniziò ad incantare l'Italia. Dietro di lui si portava il grande sogno italiano quello che lui stesso aveva costruito con la pubblicità e la tv. Quel sogno a cui tanti italiani eran intimamente legati. Era un sogno radicato in una realtà oramai in via di scomparasa quello degli anni '80. Della barca va e delle vacche grasse. Quello dove l'Italia cresceva e molti ne approfittavano. Della prosperità regalata a tutti. Delle cosce e delle tette. Delle strasse e delle paillettes.

Tutto questo ma con parole migliori delle mie lo spiegava qualche giorno fa Massimo Gramellini, all'indomani delle elezioni milanesi.

martedì, maggio 31, 2011

dopo di lui

Foto: Alessio Baú

"L’Italia sarà sempre l’Italia, con Silvio o senza, e questa è forse l’unica rivincita che il paese reale saprà prendersi ai danni del leader. Che faccia avremo dopo il Silvio, e con quale voce parleremo, però, possiamo solo provare a immaginarlo"
(Enrico Brizzi, L'Italia ai tempi di Silvio)

mercoledì, aprile 06, 2011

il numero fisso



Ieri ho ricevuto una email di un'amica aquilana. Mi comunicava il suo numero fisso. A Teramo. Dove vive dal 6 Aprile 2009, quando, all'indomani del terremoto, decise di stabilirsi lì con la sua famiglia. Aveva i mezzi per arrangiarsi da sola e lo fece.

Il fatto che l'annuncio del numero fisso mi arrivi proprio a 2 anni dal terremoto, non è un caso: mostra come la speranza di tornare a L'Aquila, inizialmente presente, al giorno d'oggi non esiste più.

La città ferita è oramai in un coma disperatamente profondo. Dove ogni iniziativa viene ostacolata e bloccata, dove la gente viene multata e portata in commisariato se poco poco prova ad avvicinarsi alla propria casa per sistemarla.

La speranza è morta. Il paese è morto. Abbandonandomi ad un impeto melancolico-intimista mi verrebbe da chiudere la mail con quel vecchio grido punk: No future. In L'Aquila. In Italy.

venerdì, novembre 19, 2010

Italia, 1979

Chillo è nu buono guaglione
e vo' essere na signora
chillo è nu buono guaglione
crede ancora all'amore
chillo è nu buono guaglione
sogna la vita coniugale
ma per strada poi sta male
perchè si girano a guardare
[...] E mi chiamerò Teresa
scenderò a far la spesa
me facce crescere 'e capille
e me metto 'e tacchi a spillo
inviterò gli amici a casa
a passare una giornata
senza avere la paura
che ci sia una chiamata
e uscire poi per strada
e gridare SO' NORMALE!

[Pino Daniele, Chillo è nu bono guaglione]

lunedì, novembre 15, 2010

prestigio



«L’Italia non ha mai avuto il prestigio internazionale che ha adesso grazie a Berlusconi» (Michela Vittoria Brambilla)


PS.: Se cè qualcuno che nelle isitutzioni difende il prestigio dell'Italia sono un manipolo di volenterosi che con la MVB ed il Scilvio hanno poco a che spartire.

martedì, novembre 02, 2010

salvarsi in italia

"Silvio Berlusconi si è difeso dicendo che lui “ama le donne" e che è “di buon cuore”, per cui cerca di “aiutare chi può”. Una vera disdetta, se Stefano Cucchi fosse stato donna, probabilmente poteva salvarsi la vita con una telefonata al premier"
[Anellidifumo]

venerdì, ottobre 29, 2010

normalità

Qualche anno fa, passando davanti Palazzo Chigi vidi uscire la moglie di Romano Prodi, allora Premier. Lo feci notare alla persona straniera che mi accompagnava. La quale rimase stupita dalla normalità della scena: diceva che la signora Prodi sembrava una cittadina come tante, una persona qualsiasi senza sirene nè auto blu.

Ecco, in questi giorni, davanti allo spettacolo sconfortante offerto dal vecchio sultano (che non governa) e della sua rumorosa corte, reclamo un pò di quella normalità. Rivoglio un paese normale!

lunedì, marzo 29, 2010

odore di sconfitta

Non sanno proprio stare buoni, iniziano ad agitarsi quando sentono l'odore della sconfitta. Ed ora se perdono nel Lazio che faranno? Grideranno ai brogli? Benvenuti nel PDL, il partito che mai accetta la sconfitta.

Se si perde è colpa dell'arbitro o delle regole o della palla, o del vento , o vattelapesca cos'altro. Mai colpa dei giocatori. Possibile non siano capaci di comportarsi come la destra di un qualsiasi paese civile, rispettando le regole ed accettando con clama il responso delle urne?

Il partito dell'Amore contro l'Odio. Il partito di chi gioca a fare l'eterna vittima di un complotto inesistente.

lunedì, marzo 22, 2010

dell'amore e dell'odio ai tempi di pulcinella

Nel corso di questi mesi, nel PDL si è continuato a parlare di amore. Fino a giungere al cartellone dell'altro giorno. Ora io, a futura memoria, vorrei ricordare com'è partita tutta questa messa in scena del partito tipo "per l'Amore e contro l'Odio".

Era a Piazza Duomo a Milano. A Dicembre, per essere esatti. In quella sciaguratissima sera uno psicolabile ebbe la folle idee di colpire il Presidente del Consiglio ferendolo. Un gesto da condannare 10, 100, 1000 volte.

Ecco, tutto ebbe inizio lì. Beh poco prima da quel palco, non è che si fosse parlato prorpio d'amore, ascoltare per credere.

giovedì, marzo 11, 2010

rigirarsi la fritella

Anche se la cosa è alquanto è improbible, non è che ora nella loro posizione di vittime del regime, sono loro che fanno un pseudo-Aventino e boicottano le elezioni del Lazio? Loro sarebbero quelli del panino, primi nella storia italiana ad aver dichiarato di essere stati picchiati da dei radicali. Essendo dei grandi esperti nel rigirarsi la fritella, la cosa non mi stupirebbe affatto.

mercoledì, marzo 10, 2010

dopo di lui

"La cosa più grave di Berlusconi è che sta creando una culltura che gli sopravivverà. Questo significa che noi continueremo ad assistere a questo tipo di vicende anche dopo di lui"

Così disse l'alter ego della Maga, personaggio di cui sentieremo parlare su questo blog. Il problema oramai non è più Berlusconi stesso ma la cultura sulla cui si è appoggiato per costruire il suo demagogico successo e che lui ha contribuito a fomentare. Lui in quanto persona, è solo una piccola parte del problema, il problema oramai è il berlusconismo. Proprio per questo su questo blog già da qualche tempo non si usa più l'etichetta Berlusconi ma quella di Berlusconismo.

sabato, marzo 06, 2010

la repubblica dei trombati vittoriosi

Sei il primo dei trombati alle elezioni? Oppure in un concorso pubblico? Ti hanno bocciato? Tranquillo non c'è problema. Facciamo subito un decreto interpretativo e risolviamo tutto: "si stabilisce che ai sensi delll'art. XX il primo dei trombati del concorso è vda intendersi come vincitore delllo stesso". Fantastico. Orgoglioso di essere cittadino di questa Res Publica surreale e guascona.

Peccato che la cosa valga solo per i rapporti "pubblici", se per decreto potessi stabilire che quello stronzo così arrognate non vincesse il concorso, anche se competente. Che quel maledetto treno non mi aspetasse anche se sono arrivato 20' tardi (oddio in Italia questo succede spesso...) O che quel ragazzo o quella ragazza lasciasse il suo compagno per me. Tutto sarebbe più facile.

Un grazie di cuore al popolo della libertà: un italiano sarà pur libero di andarsi a mangiare un panino in santa pace o no?

lunedì, marzo 01, 2010

incapaci


















Ripensavo ai casini romani del PDl. Ma voi davvero pensate che gente così, incapace di rispettare financo una scadenza, sia poi capace di tirare il paese fuori dalla crisi economica morale e culturale che sta attraversando?

PS.: Che avevo detto, ora se la prendono con la burocrazia. Invece di inveire con chi la macchina la governa e la costruisce se la prendono con la macchina stessa, come se questa fosse uscita dal nulla.