Se c'è una cosa che continuo a non capire riguardo allo scaricamente di files nella rete. Vada per i film. Ma le partite di calcio, invece no. Non capisco proprio.
Capisco la lotta contro lo streaming in diretta. Ma non capisco questa lotta senza quartieri contro la diffusione del calcio in rete, sopratutto dopo che la partita è stata giocata. Video di gol censurati. Partite che non si possono scaricare. L'UEFA e le varie leghe calcio dovrebbero congratularsi che migliaia di persone continuano a vedere video di gol nella rete. Magari, come già proponevo, trovando con i vari Youtube, un compromesso riguardo i diritti pubblicitari.
Invece no. Meglio far sparire il calcio dalla rete. Chiudere i rubinetti. La gente non deve vedere il calcio. Non deve ricordarsi dei gol, né rivederli. Davvero non capisco questa politica censuratrice e sulla difensiva. Che invece di trovare soluzioni e di essere costruttivo che si chiude su sé stessa.
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martedì, maggio 07, 2013
lunedì, gennaio 16, 2012
fare il botto
Nel post precendente parlavo della reazione difensiva e censuratrice delle emittenti televisive nei confronti di Youtube (vedi casi di talk-show spazzatura tipo Uomini e Donne, le cui sequenze video vengono censurate a tutto spiano). Ecco io vorrei che un giovane manager svelto, agile e perché no, opportunista, vedesse le cose diversamente e non si impaurisse del web. E che facesse un discorso tipo questo:
"Voglio le casalinghe sul piede di guerra [...] voglio che la serie sia stimolo, che sconquassi, che i giovani mi si vedano e rivedano le scene su Youtube, voglio che inondino i forum di riflessioni ed ipotesi sugli sviluppi della serie, voglio il paginone di Repubblica, voglio che facciamo il botto"
"Voglio le casalinghe sul piede di guerra [...] voglio che la serie sia stimolo, che sconquassi, che i giovani mi si vedano e rivedano le scene su Youtube, voglio che inondino i forum di riflessioni ed ipotesi sugli sviluppi della serie, voglio il paginone di Repubblica, voglio che facciamo il botto"
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giovedì, gennaio 07, 2010
pietre che ruotolano avanti
Dopo Jamie Cullum e gli U2 anche i Rolling Stones hanno messo tutti i loro dischi in ascolto libero su Deezer. Segno che il mondo della musica sta prendendo atto poco a poco della rivoluzione in corso, e che non si può tornare indietro come se nulla fosse e che non serve a nulla perdersi in inutili nostalgie per il tempo che fu.
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